I fiori rossi della luna



martedì, 17 novembre 2009

Aspetta sì: scosto le tende



Aspetta

scosto le tende
guardo. 

Ascolta
la pioggia scende
come anima nobile
piano
dolcemente
sembra leccarsi il mondo. 

Aspetta

non t’allontanare ora che piove
ascoltiamoci
così
senza parole: 
le ammucchieremo in qualche lato
-foglie secche, in disfarsi al sole-
forse
scricchiolando
sai? 
le sentiremo rinvigorire
-tenue flebo d’amore-
sarà ancora
un fresco titillare
come questa nuda
pioggia d’aprile. 
 

 

 


  Questa è la bellissima impaginazione dei miei versi su http://www.spaziodi.it/magazine rivista mensile socio culturale a cui ho l'onore di collaborare.

Il mio ringraziamento a Gianni che con tanta pazienza mi sopporta.


sabato, 14 novembre 2009

Non più mio ( viaggiando )

  

Freschi di venti: alberi. Soffusa luce.
Arpaserena goccia: argento migra
odorando di terra bagnata curva
la strada.

Arles, Nimes, Béziers...

Ora in segreto di bianco assorto modulato
poggiando alla collina, docile
un ramo si china a sposare l'aria.

Narbonne, Carcassonne, Perpignan...

Dallo specchietto retrovisore m'insegue senza polvere
tracce in clamore, vuota la via
il pensiero alla morte
rapido
viaggiare è follia
follia armonica... ( qui si dice che il giovedì non si parte
così, e non si vedono le carte
imbrattate dal fango della luna )

arida è la pena
lontano ogni istante
non più mio.





mercoledì, 04 novembre 2009

Flamma et sanguine

Flamma et sanguine



Gelide lische dell'io sepolte in una tana palustre

-che potrebbe anche essere la bara liquida di un nano-

Rossi fiori di fiamma serpeggiano sulla luna.
Notte di tregenda che arde senza spazio le mie ossa.

Mi sorgono provvisori archi d'asciutti venti.

-senza giustizia pronti ad acquattarsi nel profondo-

Un peana di brutti sogni mi separa dall'alba

metto l'occhio alla serratura.

Buio. Buio.

E' come un prurito di piccole mani che si agitano
furiose verso di me.

Nero su nero.

Uno stamparsi rabbioso di ore.

Si disintegrano sillabe a risalire code di comete
a frantumarsi e riconquistare flamma et sanguine
il tempo
per vivere.

 

 

lunedì, 02 novembre 2009

scrivono la notte i poeti ( leggendo Alda Merini )

38_PORTRAITS_Alda_Merini     Proprio la settimana scorsa su ParolArte, dove propongono sempre temi affascinanti, erano stati alcuni versi di Alda Merini ad ispirarmi, con questi saluto il suo passaggio al mistero , certa che il suo spirito poetico  colmo di un dolente amore per la vita resterà per sempre a testimoniare lo splendore della sua anima tormentata.







Scrivono la notte i poeti riducendo nei loro ansimi
la luce delle stelle.

Comprimono l'aria nei loro petti a espellerla
in clamori di cerchi ventosi sul finire del giorno
spento l'accavallarsi di frastuoni delle diurne ore.

E cantano.
Nel buio cantano i poeti raggranellando
frumento di luce e lacrime di usignoli
 
 non  più rumore intorno solo cristallo brunito

racchiusi dell'immensa cupola radiante galassie
impazzite, sono un'isola che s'inclara
di un universo stupito.






 








mercoledì, 28 ottobre 2009

Mix

3047106-lg 

Spazi sospesi



Al sollevarsi d'ombre piegano i ginepri,

giorno inutile;

lasciasti cadere la tua  luce dal costone
togliendo al mare spazi sospesi.


**********************************


Sex



Saliva mistargento ingoio
sabbia come un letto.

Piega l'onda il limite della battigia
al suo volere ingordo

luci piccole a fottersi le curve sinuose
del quieto golfo.


**********************


Ladylunaa

ore 16:17

commenti (10) | al mare

mercoledì, 21 ottobre 2009

D'improvvisare

Forse è meglio aggiungere qualcosa,
non la presa di coscienza, non l'ultima vertigine
ma un maciullare secco di ogni ombra ( che forse non
c'era, ma si riproduce in tagli acuti:le tue spire
di blues cadute con la cenere a morsi
sul tappeto)

Dici:
altra musica che si brucia in una sola nota...

ascolta, la notte è in salita e sgomita
all'angolo di domande pruriginose,allora ci si scuote come
il cane le pulci e nel letto sale rumore che è poi
sonno

d'accordo
parliamo d'altro

immaginiamo di convivere con universi paralleli
distanti da ogni forma umana
con case di luce che illuminano a giorno la collina
ora che i tuoi spazzacamini acrobati hanno scopato
tutte le stelle conosciute
e forse anche di più

in un mischio di trito di foglie s'estende accorciandosi
il prato in discesa dei crocus gialli
lente si disgregano le crete
e nella voragine di pensieri dispari
s'annebbiano le stanze.


lunedì, 12 ottobre 2009

Cintura di api




Qualche frana musicale è collassata per attizzare

opposti velenosi

si disperdono le note a fare bolle bianche sottacqua,


se questa "cosa" fosse la morte

graverebbero sulle ossa quelle rughe asimmetriche

che ancora non mi esistono.

 

Tu pensi che io vorrei sentirmi libera, consegnata

alle pieghe soffuse sulla mia mano:

- libera in una vela che passa -

Mi lasceresti quindi svelare un pensiero

che affonda?

 

Vuoi che ti sia fiaba

passando di corsa nel bosco degli Elfi sulla collina

cintura d'api col loro blasfemo incasinarsi di miele

graverebbe sui miei fianchi...

 

per sentirmi libera in una vela che passa,

tu pensi...





 

venerdì, 09 ottobre 2009

So, oh, ben so



Guarda


come hanno graffiato l’aurora

le tue unghie di stelle

lasciando un segno oltre la nuvolaglia gibbosa

le indovino una a una

splendenti in strie maligne di sangue.

 

In quell’incertezza astratta

che a volte impedisce di gustare il giorno

viaggia a sbieco umidore di nebbia

si traspare dal vetro che mi specchia:

fantasma ironico dolente assorto

 in qualche anfratto giovane della mente

nel guardarsi e non potersi toccare

immateriale ,( sia pur di carne )

afrore di luce radente e gialla al fosforo del lampione

che ciambrotta tra le foglie aritmiche del pioppo.

 

So, oh, ben so

che mi riapproprierò dell’aspetto presente

riannodando un giorno che non si spegne, ripiegando

a riporre negli stipi con mazzetti di lavanda

la vecchia veste

oltre il confine che a cerchi si richiude e vi converge.











martedì, 06 ottobre 2009

Calze autoreggenti a lutto

Calma di luna nella notte stellata busserà al balcone:
-le aprirà una fata?-

non so
perchè tanto mi ci cascano gli occhi lì accanto quando il dolore
attraversa il fianco, è una lama uncinata
e si fa paranoico il bisbiglio sminuzzato in pianto
trascritto umido sulle labbra

i tuoi abissi risalgo dove scivolai cadendo in rivoli astratti,
ci si spengono le stelle senza neanche una virgola di sussulto
a ingoiarsi quelle parole indossate a pariglia:

calze autoreggenti a lutto tirate su di nascosto.





sabato, 03 ottobre 2009

Quante stelle in bilico negli occhi



In  questa notte di neve quante stelle in bilico negli occhi
soffi di nubi trasparenti le dirottano a farsi tardi in un gioco
a perdersi sonvolgendo il ritmo calmo dell'universo

                                                      sospirare è cosa breve.

Mi raggiungono le tue parole, libellule a mezz'aria ruotanti
distratta invano dal pensiero che ti cerca e che ti piange
entro nuda nel gelo che intera  mi possiede
e blocca il rosso scorrere del sangue. Piangere, allora...

                                                      oh, piangere è cosa grande.




giovedì, 24 settembre 2009

La veste rossa della Nina


 
la ragazza con la veste rossa3

Insiste diafana la pioggia sopra il fiume

è lacrima sui girasoli addormentati, con la sua bella veste rossa

passa la Nina aprendosi un passo veloce fra i gialli ventagli

di saggina, infondo alla palude.

 

Chi l’ha vista passare dice che sorrideva come sorride la morte

aveva la falce nello sguardo e segava ogni fiore.

 

Nella sua stanza dove non battevano le ore, alla notte

sprangava le porte. Quella sua stanza di incubi lievi  a prova di cieli

con gl’ingressi spalancati solo a cavalli di nuvole.

 

L’han vista un giorno consumarsi i passi nel pianto,

nel gorgo di Pian di Croce arrese la sua vita : braccia fluttuanti

di piume e il cielo si è lacerato.

 

Ma ancora c’è chi la vede passare quando insiste diafana

la pioggia sopra il fiume e si fa lacrima sui girasoli addormentati

con la sua bella veste rossa s’apre un varco di luce –stretta alla

sua pazzia- fra i ventagli gialli di saggina infondo alla palude.


Ladylunaa

ore 16:55

commenti (15) | pazzia

venerdì, 18 settembre 2009

Jehanne Darc

giovanna dMilla Jovovich  magnifica interprete della Jehanne di Luc Besson















giovanna d


ed ancora una affascinante Ingrid Bergman è la Pulzella d'Orléans nel film diretto da Victor Fleming





                                                                                            

Finge la purezza che certe

immagini

                   a scolpirsi nella mente

facciano fatica a muoversi.

 

( Aracnide nuda tesseva, tesseva la tela sua

vischiosa, adescava mosche che poi suggeva.)

 

                 Era come un cantare sommerso in arenaria

scura

               battiti che fuggivano alto

verso la scalinata estrema.

 

Cento stelle sfriggiolavano luce a intermittenza

sotto al cielo perduto d’Orléans

lieve

si levava dalle braci la Pulzella

replicando al sole nel suo grande periplo

che sorgeva

Lei:

riluceva di più.




Ladylunaa

ore 17:17

commenti (12) |

martedì, 08 settembre 2009

Ben oltre il sopravvivere

                                                                    Ben oltre il sopravvivere

Ben oltre il sopravvivere a quest’isola di pensiero

da un fragile mare di carne leccata

è pace di nebbie rossastre fermarsi a meditare.

 

Cresce candore di vele intorno ( o sono nubi di cotone? )

si dondolicchiano nella rada dei sogni

labili farfalle di luna a inargentarsi intrecciandosi

contro l’ alba lontana.

 

Mi piego a bermi il cielo in sorsi scuri, labbra a cercare

purezze d’eterno

oltre ben oltre il sopravvivere a quest’isola di pensiero

leccata

da un fragile mare di carne dolente tempestoso.

 

 

Ladylunaa

ore 16:51

commenti (16) |

giovedì, 03 settembre 2009

Lei: amore non amore

 

                                                        Lei: amore non amore.

Scricchiola di luce la luna nuova sbirciata distratta

dai recessi d'aria in vortice al  balcone

soffi gelidi nell'animo, sconfitta e baratro, lei

amore non amore.

Giorni mutevoli a passarci in sbieco con le pagliuzze d'oro

del veleno dentro agli occhi, a circuire parole che

se le ascolti bene ti si sbriciolano addosso tutte

allora si cambia lingua esorcizzando i vari punti di non ritorno

ritmati sull'ambra delle cosce o sul corpetto rosso

nel gesto delle ore sovrapposte, lei

amore non amore.

 

Battevano collera dolce lenti rintocchi al mezzo della notte

farfalle d'argento su acqua che non c'era ma

gorgheggiava di paura a dibattersi fra incanti vuoti da versarci

lacrime via cavo, lei

amore non amore

come Ofelia a lasciare la vita in uno stagno per un principe

che neanche sapeva quello che voleva - anche se lo voleva! -

sotto un falso cielo di cartone con tutti buchi asciutti intorno

oppure

solo sangue dagli occhi.

 

sabato, 08 agosto 2009

Michael angelus pacis

 

Angelus pacis Michael in aedes
Caelitus nostras veniat serenae
Auctor ut pacis lacrimosa in orcum
Bella releget.

Angelus pacis Michael in aedes
Caelitus nostras veniat serenae
Auctor ut pacis lacrimosa in orcum
Bella releget.
                                                                        Michael  Angelus pacis
Dentro mi dormi, dolcezza
dal cielo mi scendi, pace. 
 
Luna  d'agosto rosa, evanescenteimmensa
alle tempie mi batti
angeli raccogli nel tuo notturno cammino
predatrice di dolori l'innocenza  ricordi.
 
Angelus pacis dentro in languori  
d'amore mi sorgi
vegli, acceso : lampada sull'altare dell'universo.
 
Da me,dall'inutile tempo diviso
Angelo in dolcezza e armonia mi ritorni.
 
 
 
Il mio saluto di pace a tutti coloro che mi onorano con loro lettura, che vi sia un sereno agosto, arrivederci a settembre.

martedì, 04 agosto 2009

anche se c'è un imbroglio

Far  quadrare in questo mondo il circolo del tempo

certo che si può:

anche se c'è un imbroglio...e mi dico che senz'altro c'è.

 

Riordinarlo nell'armadio senza  naftalina ( che puzzerebbe, sennò )

o parcheggiarlo sotto casa al riparo da quest'afa micidiale sotto

l'albero del tiglio e dipingergli strisce d'oro- che certo

nel codice stradale non ci sono-

chiedergli d'aspettare ( se lo volesse fare )

ma temo di no.

 

Gli darei un consiglio - e si fa paranoico questo strano bisbiglio-

di farsi vedere di tanto in tanto - non sbeffeggiando- dall'orologio a cucù.

 

Lo sento seccarmisi dentro

o sulle palpebre sbadigliarmi ( allora non lo sopporto più )

gli dico che vorrei al mittente restituirlo, per fermo posta anonimosuperapido

ma  poi mi chiedo sgomenta: il mittente, chi è?

Forse per questo lo scaglio immemore

nello sfondo dello specchio  e lo riconosco al baffo

è Satanasso!

- ma forse non lo è-

Chi sara'  mai allora  che danza la gavotta sulla pianola

mi fa uno sberleffo e sulla porta si ferma a sghimbescio?

E' sempre lui: il tempo.

II tempo

che passa non passando

che cresce diminuendo, per accorgerti poi che infondo

non puoi che lasciarlo scorrere -anche senza volerlo-

per consumarlo tutto.

Tutto

fino a che non ne hai più

 

sabato, 25 luglio 2009

Re dei globi e dei numeri pari

 

 

E'  un progredire  di secoli dall'eterno

Re dei globi e dei numeri pari  - ogni giorno

l'inizio del mondo - per questo camminiamo uniti

nell'ansimo dei pianeti di rame.

Fragili creature disperse  nel sacco uterino

universale, succhiamo scelte e talismani

da un passato di usignoli.

 

Feti mai nati n attesa di un alba di millenni

intravista sui libri di testo condivisi, mentre 

la porta a vetri si sbatteva sulla terrazza rossa

a specchiarsi sul fiume  portando i nostri occhi

a guardare gatti fare equilibrismi sui tetti

o  un barbone ciabattare sull'assolato marciapiede

 

le mani libere dalla paura s'intrecciavano, allora

sorridendo e l'oscillarsi dei gerani si cricchiava più forte

più forte

come un grillo d'amore nel cervello - più forte

pulsava il sangue nell'intreccio azzurro delle vene sui polsi:

di brezza lieve, di risa, d'ori e di coralli

 

più forte.

giovedì, 16 luglio 2009

per quanto io apra gli occhi...

klimt3

 

...per quanto

io apra gli occhi  e mi copra

sento pulsare intermittente il seme nero della pioggia

che schizza a goccioloni cupi.

...per quanto

ascolti indolente e senza riparo  provo a uscirmi

-lucignolo fumoso di candela consunta

spenta-

( mando acre odore di morte )

...e per quanto

mi ricopra gli occhi vedo urlare navi dalle vele irte

come il pelo di gatti randagi furiosi

( le origini dei ricordi, navigano  cigolando

in quei mari tempestosi. )

 

venerdì, 10 luglio 2009

e mi sia...

klimt  il bacio partGustav Klimt -Il  bacio- particolare-

 

e mi sia dolce amarti

piaga irrisolta in curva minore.

 

( è che nel vivere mi sperdo...)

 

che mi sia dunque vento

intriso di seme e mi sia insulto

ogni parola

che in equilibrio mi regge

e mi s'affissa al capo

                             di verde.

 

 

lunedì, 06 luglio 2009

O come d'immoti gridi

3151169-lgC'è un domandarsi antico nell'incrociarsi paroleocchi alla palude

arso territorio ora che è in secca : tremore gialliccio  a stringersi in raccogliere

l'ultime scorte : spigolature a corvi, calati d'alti stridi dalle sbrecciate rocche.

 

( vai quindi a capire perchè petulanti escono alle mani lente orlature di rose

strette in bocci carnosi ancora  chiusi )

 

Stranito il nesso causa-effetto alla vita incurvato e intatto fuoriuscito  a giorni clorosi.

 

Triplice sole all'orizzonte scaraventava la nebbiolina di FataMorgana

nel tartrato di morfina al centro di occhi legnosi o di salci aranciatirossi esplosi

che furono dall'inverno scheletriti, sospesi come fuochi o come immoti gridi.

 

 

 

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